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Il populismo di destra in Germania

Nelle ultime elezioni regionali tenutesi lo scorso marzo Alternative für Deutschland (AfD, Alternativa per la Germania ) ha ottenuto, nei tre Bundesländer nei quali si è votato, più del 10% dei voti, superando in Sassonia Anhalt addirittura il 25% delle preferenze. Il partito della nuova destra tedesca, tuttavia, non impensierisce ancora seriamente l’establishment politico del paese: il suo punto debole pare essere la poca incidenza nei confronti dell’elettorato più giovane (specie nella Germania occidentale), che si tiene ancora a distanza dal partito. I restanti partiti della destra (estrema) tedesca (NDP, Pegida, Republikaner) o non si sono presentati alle elezioni ovvero hanno raccolto percentuali di voti insignificanti.

Nelle università il partito attrae più i professori che gli studenti, pur se avere un quadro preciso del numero di organizzazioni studentesche che si rifanno ad AfD e della loro consistenza non è semplice. L’organizzazione giovanile si chiama Junge Alternative (Giovane Alternativa – JA -) e conta all’interno delle università tedesche solamente quattro gruppi attivi (Gottinga, Düsseldorf, Monaco e Münster) all’interno dei quali non operano più di 20 membri. I simpatizzanti di JA non sono temuti dai giovani conservatori della CDU o dai socialdemocratici: raccolgono poco consenso – e pochi voti nelle elezioni universitari – e finora si sono pressoché limitati ad un ruolo di “disturbatori”, ad esempio in caso di eventi universitari organizzati da mussulmani oppure per protestare con accenti estremistici contro la politica dei rifugiati promossa dal governo. La CDU viene accusata di non avere grandi visioni per la trasformazione della società, mentre i vertici nazionali del partito (che non riescono ancora a “controllare” i propri giovani) hanno talvolta evidenziato le proprie preoccupazioni rispetto a ragazzi che stanno “più a destra” del partito stesso e che sono stati anche colpevoli di avere organizzato attività per esso “imbarazzanti”: tra di esse un incontro con il Movimento Identitario austriaco, classificato dalle autorità di sicurezza come di estrema destra, oppure battaglie anti-immigrazione che ricordano da vicino quelle promosse da Pegida, il più significativo dei partiti tedeschi di estrema destra.

Se la destra populista (nelle sue connotazioni estremistiche o semplicemente più conservatrici) non buca ancora tra i più giovani, riesce tuttavia a farsi spazio tra i cattedratici; talune frasi pubblicate sul proprio profilo twitter da Thomas Rauscher, Direttore dell’istituto di diritto privato e procedimentale europeo e straniero all’Università di Lipsia (“Non c’è alcun Islam pacifico. L’idea fondamentale di questa religione è l’espansione bellicosa”; “Terrore islamico a Dresda, JE SUIS PEGIDA” ) hanno dato adito, nello scorso gennaio, ad un dibattito che continua in seno agli organismi universitari, impossibilitati comunque a pronunciarsi contro le posizioni “private” del proprio corpo docente. La domanda che ci si pone è se il populismo di destra sia un fenomeno “normale” o abbia assunto caratteristiche allarmanti tra il corpo docente delle università tedesche. Chi indaga il fenomeno, tuttavia, non ha risposte certe da offrire: studi scientifici non ce ne sono ancora sia per una sostanziale (per adesso) mancanza di interesse sul problema, sia per la complessità di un’analisi di questo genere – che richiederebbe indagini approfondite della situazione all’interno delle differenti discipline -. È tuttavia vero, d’altra parte, che le affermazioni che possono essere classificate di “destra populista” (o addirittura razziste) tra i professori delle università tedesche sono aumentate, soprattutto perché essi ritengono di subire minori rischi di critiche esprimendo tali tipi di posizioni, considerando anche come in quasi ogni talkshow televisivo sono invitati esponenti della AfD e sono ascoltate le peggiori affermazioni in stile Pegida.

Se il populismo di destra riuscirà a raccogliere maggiore consenso tra i giovani è difficile prevederlo e molto dipenderà certamente dalla generale situazione economica e sociale del paese. Le ultime indagini di tipo sociologico sull’argomento hanno evidenziato che AfP è votato per più del 70% da ultraquarantacinquenni, con tendenza in aumento, e attualmente non mi pare che i vertici del partito stiano organizzando attività particolari finalizzate a raccogliere maggiori consensi tra gli elettori più giovani.

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